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LA PESCA

RICCHEZZA DEL GOLFO

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Chiesa San Paragorio, il Monumento simbolo di Noli

 

Il Golfo di Noli - una ricchezza naturale

La pesca è la più tradizionale e antica attività economica di Noli. Effettuata ogni mattina con tecniche secolari, su piccoli gozzi a remi, con equipaggi di due o tre persone, è un'attrazione sia per gli amanti degli antichi mestieri che per gli estimatori della buona cucina. Ogni mattina, il pesce appena arrivato viene venduto direttamente dai pescatori sul lungomare. Il porto di Noli è sempre stato, grazie alla sua posizione geografica particolare, un riparo sicuro per le imbarcazioni. Protetto contro i venti delle colline circostanti, il porto della Repubblica vede, nel corso dei secoli, arrivare e partire navi di tutte le nazionalità.

 

Palazzo Viale-Salvarezza

L'edificio è ricavato da preesistenti edifici medievali e edificato intorno alla torre della Marina (risalente al XII secolo) e ad un'altra più piccola. Il palazzo è donato dai nolesi al senatore della Repubblica di Genova Viale, inviato nella repubblica nolese dal doge Giovanni Battista Lercari nel 1673, per porre fine alla congiura di alcuni abitanti che avrebbero consegnato Noli nelle mani del Duca di Savoia.

La Torre di Papone

La Torre, con monofore e bifore gotiche, è posta a difesa della porta omonima ed è collegata, con un arco in mattoni, al camminamento delle mura che partivano dal Castello; essa serve come deposito per le armi e le munizioni della Repubblica.

 

Il Palazzo Vescovile

L'attuale costruzione, sita ai piedi della collina del Monte Ursino, è il frutto dei vari rifacimenti che si susseguono dal 1554 al XIX secolo, poco è rimasto e poche sono le conoscenze storiche sul primitivo impianto dell'edificio, le fonti citano comunque la presenza di una prigione e di una cappella destinate al clero. Adiacente al palazzo si trova la Chiesa di Nostra Signora delle Grazie. La chiesa viene costruita agli inizi del '600 sui resti di un "pervetustum informe templum" come attesta una lapide posta sulla controfacciata ed è restaurata, nel 1769, da Monsignor Antonio Maria Arduini.